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Cultura

Barcellona Pozzo di Gotto. Prosegue la protesta di Nino Abbate, fondatore del Museo Epicentro

Nino Abbate non intende mollare la presa. Il proprietario e fondatore del Museo Epicentro di Gala ha intrapreso la sua personalissima battaglia, chiedendo la rimozione di un tubo che scarica acqua piovana in un terreno di sua proprietà. Su quel terreno l'artista intende costruire il museo della scultura e della poesia. La disavventura di Abbate comincia negli ultimi giorni del 2017, quando un violento acquazzone ha fatto in modo che dal tubo fuoriuscisse una grande quantità d'acqua proprio mentre l'artista stava lavorando nel suo terreno. Lui stesso ha denunciato l'accaduto su Facebook, facendo girare la notizia su tutti i gruppi relativi alla città di Barcellona Pozzo di Gotto. In quella circostanza, affermò anche di avere chiesto già mesi prima che si intervenisse su quel tubo. Dopo la protesta dell'artista, anche a mezzo stampa, una ditta sarebbe intervenuta, utilizzando delle corde per mettere in sicurezza il tubo. Intervento che però non ha soddisfatto Nino Abbate, il quale ha nuovamente affidato le sue rimostranze al noto social network, diffondendo un video con delle sue dichiarazioni, mentre si trovava incatenato accanto al Museo Epicentro. 

Di oggi un nuovo intervento dell'artista, ancora - manco a dirlo - su Facebook. Abbate lancia un appello a tutti gli operatori culturali, artisti, poeti, cittadini e politici di Barcellona Pozzo di Gotto. "S.O.S. dal Museo Epicentro - esordisce il fondatore - il “tubo” si deve togliere perchè abusivo, pericoloso per il passaggio delle persone quando scarica le acque, per l'arte, la cultura e i gli artisti più importanti sulla scena internazionale dell’arte contemporanea che hanno donato la loro opera d’arte sulle mattonelle alla città di Barcellona Pozzo di Gotto". 

“Fare una buona politica significa anche questo - prosegue Abbate - perchè la politica sana fa cultura, un buon politico (Amministrazione Comunale) deve scendere nelle strade, vedere e capire le problematiche della città, del territorio, dei suoi luoghi e venire incontro per chi veramente si impegna per questa città, non si può stare sempre negli uffici, i disagi di una città sono fuori le mura del Palazzo Longano”.
Ancora una volta da cittadino, da artista da operaio dell’arte e della cultura, chiedo di venirmi incontro, non chiedo i danni subiti perché fin quando avrò la forza li affronterò da solo come sempre è stato, amo veramente l’arte e il bene di questa città, i miei luoghi nativi di Gala, storico casale sede del monastero basiliano fra i più importanti in Sicilia, con la sua storia cancellata per la pigrizia e l’incuria delle varie amministrazioni passate. Se cosi non fosse: Rimango un uomo solo, come lo sono sempre stato “una traccia stampata dalla mia stessa traccia” ma essere libero di pensare e dire, nel rispetto di chi si impegna per una società migliore".

 

 

Benedetto Orti Tullo

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