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Editoriale

Elezioni regionali 2017. The day after in provincia di Messina. Cosa cambia nella politica messinese e nelle varie città.

Orfani politici sparsi ovunque in provincia. Sorride chi si è saputo riciclare per tempo e chi invece, dopo avere sofferto a lungo, approda finalmente a quella che, apparentemente, sembra l'isola della felicità. A piangere lacrime amare i referenti politici degli uscenti Laccoto, Germanà, Ardizzone, Picciolo, Greco, Currenti, Formica. A ben guardare salta subito agli occhi che in buona parte è la squadra che regge il governo della città di Milazzo. Sfortuna allo stato puro, l'Amministrazione Formica non ha più un riferimento che sia uno. Una Giunta di governo senza rappresentanti a livello Regionale. Hanno perso tutti, nessuno escluso. Anche la new entry Crisafulli sponsorizzata da D'Alia ed Ardizzone perde immediatamente l'appiglio. Si profilano tempi durissimi con alcuni consiglieri di maggioranza che già ieri si mostravano in bella vista con i nuovi vincitori delle elezioni e che adesso presenteranno il conto di quanto non avuto fino ad ora. La situazione non è migliore a Torregrotta orfana dell'aiuto autorevole dell'Onorevole Picciolo che chiaramente salta un turno ma rischia di perdere tutto il suo potere non essendo più Onorevole. A seguire altri Comuni come Santa Lucia, Monforte San Giorgio, Valdina e così via discorrendo. Il numero dei Sindaci ed Assessori pronti ad avviare un'operazione stile Conai è già partita. Riciclarsi è la nuova parola d'ordine. Stesso discorso per quanto riguarda i consiglieri comunali di tantissimi comuni, già pronti con la nuova maglietta in mano. La geografia politica sposta il baricentro a destra e parte da Messina per passare da Barcellona Pozzo di Gotto. Tre i rappresentanti della città del Longano. Calderone, Galluzzo e Catalfamo pronti ad offrire riposizionamenti a destra ed a promuovere ulteriori appendici di squadre in parte già esistenti ed in parte da creare. La confusione a destra ci sarà e la scelta dei Comuni piccoli cadrà su chi saprà offrire il meglio del supporto politico. A Messina guarda invece chi pensa in grande o, ritiene, di pensare in grande. Luigi Genovese, scaltro 21enne che disdegna la pubblicità on line ma sfrutta alla grande il can can sul suo nome e sulla storia paterna, sarà il faro di Forza Italia in un accordo tacito con l'astro nascente Calderone. Dopo avere messo a tacere le velleità di Germanà, adesso dovrà dare conto ai 17 mila supporter che, oltre alla stima ed al riconoscimento delle grandi capacità del giovane politico messinese, cercheranno anche qualche possibilità per esprimersi al meglio dal punto di vista politico, culturale, sociale o chissà cosa altro. Sarà dura tenere a bada tutte le belle intelligenze che gravitano nel suo mondo politico. Ardizzone perde il treno del ritorno all'Assemblea. Qui i delusi sono pochi, come i voti raggranellati in giro per la Provincia di Messina, da troppo tempo trascurata da D'alia e dai suoi, troppo avvitati sulla città di Messina. Il contraltare è il ritorno di Cateno De Luca. Cinque lunghi anni di sofferenze non solo politiche ed una nuova possibilità  a Palermo in un partito dato prematuramente per morto e che adesso toccherà a lui far crescere. Per chi lo conosce poco, si tratta di un ritorno a casa visto che Cateno De Luca aveva mosso i primi passi politici sotto l'effige dello scudo crociato. E di ritorno si parla un poco ovunque. Calderone, Catalfamo e Galluzzo hanno molto in comune e molte campagne elettorali condivise. Una scissione per misurarsi ed alla fine hanno centrato l'obiettivo in tre. C'è chi preannuncia la presenza di troppi galli in un pollaio ristretto e con troppe velleità che potrebbero esserci già nei prossimi mesi. Già, perchè concentrati sulle Regionali, ci si è dimenticati che a Marzo si tornerà alle urne per il Parlamento Nazionale con collegi uninominali che inviteranno a riflettere quanti pensano già di misurarsi o di riproporsi. 

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