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Editoriale

Valle del Mela. Tutti a Messina alle 15.30 per il sit-in contro l'inceneritore.

Una preghiera a Santa Lucia per aprire gli occhi e la mente di chi ci governa a Roma e Palermo. Un inceneritore nella Valle del Mela è il colpo di grazia alla salute dei cittadini ed alle ambizioni di rinascita dell'intero territorio. A sancire la morte definitiva delle speranze di evitare il pericolo inceneritore è proprio il governo amico di Roma. Amico di molte amministrazioni locali della zona interessata ma che nulla possono contro i ragionamenti portati avanti dal Pd nazionale e da quel che resta di Alternativa popolare. Da Renzi a Galletti il grido è uno solo: l'inceneritore A2A sa da fare. Nulla contano i pur limitati successi ottenuti dagli ambientalisti, men che meno il pensiero di quelle popolazioni che sono riuscite ad esprimersi attraverso un referendum consultivo e ancora meno contano i vari deliberati dei consigli comunali che sull'argomento hanno detto chiaramente No all'impianto di incenerimento di rifiuti di ogni genere e sorta e provenineti da ogni dove dalla Sicilia e dal resto d'Italia. Precisiamo subito che oggi a Messina sarebbe bello vedere in prima fila il Presidente della Regione Musumeci e via via gli assessori tutti interessati. Il non esserci equivale a legittimare le scelte che Roma, a passo da gigante sta portando avanti. Di certo girarsi dall'altra parte pone sullo stesso piano chi a Palermo c'è da qualche giorno e chi a Palermo invece c'è stato per tanti anni senza fare nulla, ma proprio nulla, di concreto per l'intera Valle del Mela. Dovrebbe essere creato il reato di omesso soccorso ambientale. Sai quanti ne vedremmo di fronte ai giudici. Per questa martoriata terra della Provincia babba nessuno vuole pensare seriamente a cambiare il corso della distruzione totale. Ospedali che si ridimensionano, studi sulla salute che confliggono a seconda del mandante della ricerca ma ogni famiglia di questa zona non ha bisogno di nessun tipo di studio. I numeri per chi abita qui hanno un nome ed un cognome. Sono parenti che muoiono. Che lottano per mesi prima di alzare bandiera bianca e diventare una lapide su cui piangere. Se l'idea è che bisogna salvare 200 posti di lavoro, è l'ennesimo schiaffo alla dignità umana. Basta mettere da parte i soldi del servizio sanitario nazionale che potrebbero risparmiarsi con le bonifiche della zona e sai quanti ne possiamo mantenere a casa per i prossimi decenni. Il paragone non regge. Per una famiglia che mangia c'è ne sono almeno tre che piangono. Un cambio che non può e non deve essere accettato. L'altra forma di ricatto è quella ambientale. I rifiuti non possiamo certo mangiarceli. Vero, come altrettanto vero è che con i rifiuti a mangiarci in Sicilia sono stati in tanti. Il Veneto dà lezioni su come si ricicla senza inceneritori e senza inquinare. Copiare il Veneto, che tra le altre cose è sempre stata chiamata la Sicilia del Nord perchè di estrazione contadina come noi, è peccato?. No, certamente no. Se lo si copia nascono problemi ritenuti non secondari. I profitti di A2a e gli investimenti fatti in passato in Italia andrebbero a rischio. Allora l'equazione è semplice. Il Ministro Galletti, molto vicino a chi in questa provincia è vicina ad Alternativa Popolare ( D'Alia e company) ha a cuore maggiormente la tutela degli investimenti di A2a e, ovviamente, la tutela dei posti di lavoro, piuttosto che la salute dei cittadini e la sopèravvivenza della Valle del Mela. Se ne prenda atto e si cominci a passare dalle chiacchiere ai fatti. Sindaci, semplici cittadini, consiglieri comunali, ambientalisti tutti insieme diano seguito alle parole e comincino a depositare quei ricorsi che ritengono utili a fermare l'avanzata di A2a e dell'inceneritore di San Filippo del Mela. Ne saremo capaci?. 

 

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