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Editoriale

Milazzo. La polemica su Sprar e razzismo che tende a nascondere la presenza dei questuanti fuori dai supermercati.

Diciamolo subito. Il Consigliere Russo, del tutto in buona fede, parla di Sprar senza voler addossare a loro la colpa di quanto si verifica anche a Milazzo. Il lodevole lavoro della Cooperativa Utopia non è certo messo in discussione, ne potrebbe il Consigliere Russo fare attacchi personali. Parlare addirittura di carta bollata appare una esagerazione che esula dal problema sollevato da Russo. Così, mentre l'errore del consigliere Franco Russo può certamente essere rimediato con delle scuse allo Sprar  di Milazzo che ben ha operato, il vero problema sembra essere sottaciuto da tutti e non può che essere proprio questo atteggiamento, assunto anche dalla Stampa maggioritaria, a dover essere invece posto al centro dell'attenzione. Milazzo, come molte altre città, ha un problema serio rappresentato dal fenomeno dell'accattonaggio che non è fine a se stesso. In alcune città italiane il business del " un euro, per favore", fuori dai market è gestito dalla mafia Nigeriana come le cronache ci hanno raccontato. Sorvolare sul problema non significa essere accoglienti, come troppo precipitosamente si vuol far credere, ma essere complici silenti di un sistema di malaffare che di certo non aiuta i migranti. Men che meno aiuta l'integrazione. Prendiamo coscienza di questo e diamo il giusto valore a quello che il Consigliere Franco Russo ha avuto il coraggio di dire mentre altri, per evitare di passare per razzisti, hanno solo pensato. C'è a Milazzo un "sistema" che è vietato dalla legge e che potrebbe nascondere un giro più preoccupante. Ribadiamo che nulla c'entra lo Sprar di Milazzo che fa ben altro e lo fa bene. Così come nulla puà entrarci la Prefettura o qualche centro di accoglienza. Allo stato attuale nessuno può stabilire con precisione da dove arrivano e dove vanno a finire tutte le sere i ragazzi che stazionano davanti ai Supermarket. Ma è veramente da ipocriti elogiare chi arresta per accattonaggio tre rumeni al semaforo dell'Asse Viario e poi fare gli accoglienti con chi potrebbe nascondere un ben organizzato racket mafioso importanto dall'Africa. Eppure, poco meno di otto mesi fa, l'Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Milazzo, annunciava in aula consiliare a precisa richiesta, che un'indagine era in corso proprio su chi stazionava fuori dai supermercati e che a breve si sarebbero avute le idee chiare e che comunque quel sistema doveva finire, impegno dell'amministrazione. Neanche a dirlo che a distanza di tempo non se ne sa nulla ed ancora peggio è il silenzio dulla polemica scoppiata tra Franco Russo e la Cooperativa Utopia. A questo punto chi vuole nascondere la testa sotto la sabbia lo faccia pure, ma la richiesta del Consigliere Russo diventa la nostra. Chi sono e da dove arrivano quei ragazzi fuori dai Supermercati?. Il problema è questo. Qulacuno ha l'obbligo politico e morale di dare una risposta.  

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