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Editoriale

Milazzo. La città merita di vivere. L'Amministrazione Comunale batta un colpo, se c'è.

Modificare immediatamente il modo di ragionare e di operare. Cambiare passo, agire. Trovare il modo di capire che il parlare è piacevole, a volte anche costruttivo, ma è tempo di passare all'azione. Tre anni e mesi senza dare alcun cenno, senza neanche pensare alla città che è e che sarà, significa solo una cosa. Tra la città e l'Amministrazione  Comunale non è mai stato amore e lo si vede e percepisce a piene mani. Troppe promesse disattese, troppo prolungato l'uso della parola "semplice", troppo evidente che le parole rimangono tali anche se le pronunci con una certa scioltezza. I fatti sono evidenti. Una città piena di rifiuti e di problemi. Una volta a sbagliare e l'ufficio, un'altra è colpa della ditta, un'altra ancora ad indossare il saio dei colpevoli sono i cittadini. Spiagge sempre peggio. Verde pubblico non ne parliamo. Guardare l'asse viario e pensare che l'ultima pulizia seria su quell'arteria stradale ormai asservita ai centri commerciali è stata effettuata a ridosso del 2015 la dice lunga. Ma fosse solo questo il quadro del disagio cittadino, non staremmo neanche qui a discuterne. Sarebbe sufficiente parlarne sui social e via così. Milazzo è oggi una città in cui i morti non riescono ad avere dal Comune una degna sepoltura. Bare insepolte  giacciono nei locali cimiteriali perchè non si è programmato per tempo la realizzazione di nuovi loculi. Per la prima volta Milazzo è rimasta senza posti dove seppelire e piangere i propri congiunti defunti. Fatto grave che evidenzia come ci sia una sorta di ritrosia politica e mentale per cercare di dare un futuro a questa città. Milazzo ha subìto all'interno di abitazioni di alcuni cittadini, la distribuzione di acqua infetta e non utilizzabile a nessun titolo. Solo con fatica e non si capisce neanche bene come, si è ritornati alla normalità. Si spera. Ad oggi non si sa nulla di cosa sia successo e del perchè. Non si capisce come sia possibile che non si siano effettuate  analisi obbligatorie per legge sulle acque destinate al consumo umano e tutto sia finito così, a tarallucci e vino. Milazzo è città dove per capriccio personale si mette in piedi una pista ciclabile di 350 metri che non serve a nessuno , che nasce dal nulla e muore a ridosso dell'isola pedonale nella quale in bici non si potrebbe nanche entrare. In cui si cambia sistema di parcheggi studiandolo per tre anni ma non essendo neanche sicuri che quello che si vuol fare sia corrispondente alle esigenze della città, perchè manca.... programmazione. All'Arpa una stanza al Comune, anzi no gli uffici dei locali ai Cappuccini, anzi no ai Molini Lo Presti. L'improvvisazione al potere. Il voler dare qualcosa purchè si dica che si è fatto. Poi finisci con aprire centri di informazione turistica senza alliccio della luce e senza servizi igienici interni. Cosa state facendo. Dove state portando questa città. Poi inizia l'elenco delle scusanti. Se la città è piena di buche per strada la colpa è dei bilanci non approvati e quindi del consiglio comunale e di quelli che c'erano prima. Se non vengono eseguiti i lavori sul costone roccioso o altri appalti, la colpa è sempre dei bilanci che mancano e quindi del consiglio comunale e di quelli che c'erano prima. Se il Castello ha perso il suo fascino e si è passati dalla promozione dei pomodirini di Condrò alle nozze coi fichi secchi , la colpa è di chi non consente di programmare. Anche in questo settore l'Assessore al ramo è encomiabile, tra una riflessione carica di Cultura ed un passaggio alla presentazione di ogni cosa, trova il tempo di dare la colpa a chi lo ha preceduto dichiarando che oggi è tornata la legalità e sono tornate le regole. Il che ci porta a dire che prima c'era illegalità e non si rispettavano le regole. Se l'Assessore sa di illegalità denunci subito. Altrimenti le sue dichiarazioni sono le scuse accampate al vuoto totale amministrativo, per buona parte effettuato a distanza, e che ha fatto del Castello di Milazzo solo un luogo sul quale fare "cortiglio" per parlare di galline ammazza-zecche, di ex Assessori votati alla causa con scopa e rastrello in mano e così via. Programmazione, anche in questo caso zero. Se fuoriesce acqua da tutte le parti?. Colpa degli altri che in tanti anni non hanno mai sistemato un tubo. Se non assisti gli anziani da oltre due anni ?. Sempre colpa degli altri.  Ci si attendeva da un'Amministrazione fortemente connotata da  un senso di legalità  e trasparenza, di poter capire atti e fatti che invece rimangono per i più un mistero. Ci si attendeva che un Sindaco innamorato della città si interessasse dell'Ospedale, del Porto, dei guai al Ponte di Calderà che si chiama così ma serve Milazzo quanto Barcellona Pozzo di Gotto, in questo ultimo caso neanche una presenza diretta o una per delega. Arrivano i vertici regionali a effettuare verifiche e programmare interventi sul Ponte  e manca la presenza di Milazzo come se quella parte di territorio non ci appartenesse. Si dispensa utilizzo di fasce per ogni processione e non si trova modo di andare agli appuntamenti importanti.  Viene firmato un decreto per sistemare quella struttura e dal Comune non si spende neanche una parola. Così come sui finanziamenti per gli alluvionati di Bastione. Una chiara e lampante dimostrazione di come si applaude solo per appartenenza politica e non certo per il miglioramento della città. Se le cose arrivano da parti politiche diverse, vige il silenzio più totale come se le cose non ci interessassero. Ecco perchè Milazzo diventa piccola anche nei confronti dei piccoli. Altro che confronto e dialogo e apertura. Adesso altra opportunità per il piano parcheggi. Ci sono nei cassetti del Comune almeno quattro progetti preliminari pronti ad essere presentati. Riusciranno i nostri eroi a presentarli?. Ieri, in un esilarante quanto eccellente angolo giornalistico, Michele Serra descriveva le scuse dei Governanti, paragonandole alla scena must del film " Blus Brothers" nella quale James Belushi, raggiunto dalla futura sposa abbandonata sull'altare, sciorina una serie infinita di scuse per giustificare la sua assenza alle nozze. " Non ti ho tradito, dico sul serio. Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tait, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavalette, non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!". Nel film, la fidanzata abbandonata crede alle parole di Belushi, lo abbraccia e lo bacia. Nella realtà milazzese, di fidanzate ne sono rimaste pochissime, alcune in consiglio comunale, altre sparse qui e lì. Tutte le altre hanno già abbandonato la nave e cercano casa, peggio di Totò.  Chi governa ha obblighi e non scusanti. Bisogna andare oltre e pensare già al dopo Amministrazione Formica. 

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