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Editoriale

Milazzo. Area Marina Protetta, dalla condivisione alla divisione. E c'è chi cavalca il nulla.

La cronistoria dell'Area marina protetta è necessaria per comprendere meglio quello che è successo e sta succedendo in città. Nata nel finire del 2010, nel mese di novembre, l'Area Marina Protetta viene indicata come utile e necessaria per Milazzo ed è frutto di un protocollo d'intesa firmato e sottoscritto dall'Amministrazione Comunale dell'epoca ( amministrazione Pino) con Associazione dei Pescatori " Salmeri", Cooperativa pescatori " La Murena",  Associazione Antica Ngonia del Tono, Legambiente, WWF, gruppo Diving Milazzo, Asd Acquatica Milazzo e Comitato Amp. Allegati al Protocollo d'intesa una parte tecnica nella quale venivano evidenziati i motivi per i quali era importante e necessario creare l'Area Marina Protetta ed una perimetrazione sulla quale tutte le componenti in campo erano perfettamente d'accordo tanto da aver sottoscritto in tal senso l'accordo. In definitiva tutte le componenti, dai pescatori professionisti a quelli dilettanti, alle associazioni ambientaliste per finire ai diving erano in armonia e pronti ad abbracciare senza se e senza ma l'Amp di Capo Milazzo. Un iter lungo quello per il riconoscimento e poi nel 2015 il tanto desiderato momento di arrivo per il progetto. Cambia l'Amministrazione e da Roma arriva l'ok , nel dicembre del 2010, con una nuova perimetrazione sulla quale però cominciano tutti ad avere dubbi e perplessità. Dell'accordo del novembre 2010 e dalla delibera di Giunta del febbraio 2011, cambia praticamente tutto. Una perimetrazione dell'area marina protetta che non piaxce più a nessuno. Non sono sufficienti le osservazioni presentate in gran numero a Roma nel 2016 tra marzo ed aprile. La ricostruzione del periodo viene fatta esattamente pochi giorni fa in aula dall'ex Assessore Maisano che dice di esseresi battuto al Ministero per apportare variazioni e correzioni alla nuova perimetrazione ( la cosiddetta perimetrazione giunta Formica per intenderci, ben diversa dall precedente detta perimetrazione Giunta Pino), cosa che l'allora Assessore dichira di avere concordato con il Sindaco Formica. Dalle lotte fatte però non si ottengono risultati e, ad ottobre del 2016, la Giunta Municipale del Comune di Milazzo, con propria delibera, prende atto della nuova perimetrazione ed esprime parere favorevole alla stessa ed invia a Roma , sede ministeriale, la nuova deliberazione che consente quindi di procedere alla promulgazione del Decreto Ministeriale di istituzione dell'Amp. Si resta perplessi di fronte al voto favorevole alla nuova perimetrazione in Giunta Municipale sia dell'ex Assessore all'Ambiente Maisano ( ma se era contrario a quella perimetrazione, tanto da battersi a Roma per farla cambiare, perchè poi votò favorevolmente senza che fosse riuscito a far cambiare nulla?) che alcuni giorni fa, con tre anni di ritardo,  ha candidamente dichiarato " Ho sbagliato a votare favorevolmente", sia il Sindaco Formica che tre anni dopo però non si pente e dice che " Ho votato favorevolmente con convinzione perchè l'Amp doveva andare avanti." . Se quindi fai una battaglia senza ottenere risultati, la soluzione è consegnarsi al "nemico" senza avere ottenuto nulla. La nuova perimetrazione non piace a nessuno di quelli che avevano chiesto la costituzione dell'Amp. Tutti chiedono correttivi, qualcuno ha fatto ricorso al Tar. Nessuno riesce a capire cosa realmente fare. Di certo senza dare avvio non ci potrà essere alcun correttivo alle perimetrazioni esistenti. Un approfondimento appare necessario ed indispensabile. Al netto di chi ha cambiato troppo spesso opinione, trascinando in mezzo ad una improbabile lotta gente che vive di mare e che andrebbe salvaguardata e non tirata per la giacca. Ruoli chiari e ben precisi. In questi anni troppe volte abbiamo assistito a  persone che in una stessa seduta hanno rappresentato interessi contrapposti, riuscendo a scontenare tuttie facendo e dicendo tutto ed il contrario di tutto. Attendendo la sentenza del ricorso al Tar e l'ok definitivo dal Ministero sullo Statuto, una profonda riflessione è d'obbligo. Se l'Amp è un'opportunità come si è dichiarato congiuntamente nel 2011, non può essere diventata improvvisamente l'ammazzaeconomia che si vuol far credere. C'è chi ha deviato dal percorso iniziale nel quale, sembra chiaro, si deve rientrare. Questo il compito che spetta alla politica nei prossimi mesi. 

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