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Barcellona P.G. - politica

Barcellona Pozzo di Gotto. Quei quattro milioni di euro persi e quel tornado di polemiche

Una storia infinita, un batti e ribatti che sta animando la vita politica cittadina. Da un lato l’Amministrazione Comunale del sindaco Roberto Materia, dall’altro l’opposizione vicina all’ex sindaco Maria Teresa Collica. Al centro, la cancellazione di somme per quattro milioni di euro nell’ambito dei finanziamenti del cosiddetto “Parco Urbano del Longano” decisa dal Ministero per le Infrastrutture.

LA CONVENZIONE – La convenzione con il Ministero era stata siglata nel luglio 2004, quando era sindaco Candeloro Nania. La stessa avrebbe disciplinato l’attuazione di un pacchetto di lavori pubblici di cui era rimasto un residuo di quattro milioni di euro per la riqualificazione di Via Roma, Via Garibaldi, Villa Primo Levi e Monumento ai caduti. L’attuale amministrazione comunale aveva dato ampio risalto al completamento di queste opere durante la campagna elettorale. I bandi erano ormai quasi pronti.

LA DOCCIA FREDDA -  Una lettera del direttore generale del Dipartimento per le Infrastrutture del Ministero, Bernadette Veca, ha informato lo scorso 3 gennaio circa la cancellazione del capitolo di bilancio n. 7162, in cui erano stati iscritti i quattro milioni residui di finanziamento delle opere pubbliche contenute nel pacchetto del “Parco Urbano del Longano”. Il Sindaco Materia ha provato a interessare anche il Ministro Delrio, ma lo scorso 17 gennaio il Direttore Bernadette Veca ha confermato la restituzione dell’atto aggiuntivo.

L’AFFONDO – “Un duro colpo per lo sviluppo economico della nostra città “. Così il Movimento “Città Aperta” ha attaccato sulla questione, aggiungendo poi: “La Giunta Materia aggiunge al suo curriculum una mancanza gravissima acuita dal fatto che lo stesso sindaco, nello scorso agosto 2017, annunciava alla città di avere raggiunto l’accordo con il Ministero per l’utilizzo dei fondi. E’ bene ricordare che al momento del suo insediamento, quasi tre anni fa ormai, la gara per appaltare i lavori in oggetto era pronta per essere bandita. La giunta Collica, infatti, per non perdere altro tempo prezioso aveva deciso di realizzare uno stralcio del progetto originario ottenendo le autorizzazioni del Ministero. Il Sindaco Materia, invece, decise di rimodulare nuovamente il progetto originario, che ovviamente richiedeva somme più ingenti per essere realizzato, perdendo ulteriore tempo prezioso. Se a ciò si aggiunge l’incapacità di rispettare i tempi in maniera corretta, si può comprendere come si è giunti al danno attuale, l’ennesimo per la Città”.

RICHIESTA DIMISSIONI – “Città Aperta” aveva chiuso la sua nota chiedendo le dimissioni dell’Assessore al ramo, Tommaso Pino: “ “In ogni caso – si legge – riteniamo che le dimissioni dell’assessore al ramo Tommaso Pino, se non dell’intera Giunta, con contestuale assunzione di responsabilità, rappresentino l’inevitabile conclusione di una vicenda e, forse, un seppur tardivo sussulto di dignità”.

LA REPLICA – Il sindaco Roberto Materia non ha fatto attendere la sua risposta, fornendo la sua versione dei fatti. “Tale quota residua era caduta in “perenzione amministrativa” non oggi, ma già nel 2011 – scrive il primo cittadino - Soltanto il 14 novembre 2014 (dunque dopo più di due anni dal suo insediamento) la precedente Amministrazione Collica si attivava per stipulare l’atto aggiuntivo ed ottenere la reiscrizione (intanto i quattro milioni erano già in perenzione!), ma non risulta in alcun modo che questo atto aggiuntivo sia mai stato sottoscritto! D’altra parte, se l’atto aggiuntivo fosse stato effettivamente sottoscritto ed approvato all’epoca, le somme sarebbero già iscritte nel bilancio dello Stato (e la perenzione superata) e, quindi, non saremmo qui a discettare! Evidentemente così non è stato! Ed infatti l’Amministrazione Materia ha dovuto riprendere a sua volta la questione già il 23.09.2015 (nota prot. n. 45550/2015) ed inviato al Ministero una proposta lievemente modificata: sottolineo che l’iniziativa era concertata con i funzionari ministeriali. Il 27.10.2015 vengono trasmessi al Ministero gli ulteriori dati da esso richiesti, necessari per la formulazione dell’atto aggiuntivo. Nei successivi mesi seguono ulteriori interlocuzioni e chiarimenti, ultimo dei quali quello inoltrato il 2 febbraio 2016 con nota prot. n. 5865. Il 3 agosto 2017 il Ministero trasmette lo schema definitivo di atto aggiuntivo, che viene approvato dalla Giunta Municipale il successivo 8 agosto (delibera n. 246/2017). Il 6 settembre 2017 il Ministero invia dunque il file con lo schema di atto aggiuntivo (conforme a quello approvato), che viene firmato digitalmente dal sindaco e ritrasmesso al Ministero in data 8 settembre 2017. Come si può vedere, nessun ritardo da parte dell’Amministrazione Materia”.

 

LA CONTROREPLICA – Di oggi la controreplica dell’ex sindaco Maria Teresa Collica che, nel leggere le dichiarazioni del suo successore, evidentemente è andata su tutte le furie: “E’ davvero increscioso che il Sindaco Materia minimizzi e insinui responsabilità della precedente amministrazione. Nel corso della mia amministrazione era stata avviata un’intensa interlocuzione col Ministero che ha richiesto integrazioni a più riprese di atti e documenti, relativi anche al precedente completamento delle opere già finanziate. Pertanto l’atto del 2014, cui fa riferimento il sindaco, rappresenta solo l’ultima fase di questo iter, conclusosi il 25 febbraio 2015 direttamente a Roma (pochi giorni prima della sfiducia). Col ministero era stato infatti concordato il trasferimento dei residui 4 milioni, subordinandolo alle fasi di avanzamento delle singole opere da realizzare, opere che peraltro si sarebbero dovute avviare tempestivamente e completare nel 2017. Per questo motivo sin dal momento della sfiducia, e anche dopo, abbiamo responsabilmente segnalato la delicatezza di queste operazioni, ricevendo tuttavia dal sindaco Materia in più occasioni rassicurazioni. Com’è avvenuto per tante altre occasioni, dunque, si trattava solo di proseguire con urgenza su una strada già spianata. Così in realtà non è stato, soprattutto perché il Sindaco Materia ha scelto di rimodulare quanto da noi stabilito con un ulteriore slittamento dei tempi previsti, arrivando alla nuova convenzione solo nell’agosto del 2017. Ciò ha pure comportato l’impossibilità di mandare in gara la riqualificazione della parte centrale della via Roma, alla quale si sarebbe potuto procedere sin dal primo giorno di amministrazione Materia. Alla luce delle numerose inesattezze lette in questi giorni, voglio ricordare che nei mesi della mia amministrazione è capitato più volte di dover “salvare” finanziamenti precedenti: è accaduto così, oltre che per le somme in questione, anche per quelle stanziate dal ministero dell’economia (quelle per intenderci che la giunta Materia ha deciso di utilizzare in parte per il ponte di Calderà). Lo stesso è capitato per il finanziamento europeo di 3 milioni e mezzo di euro destinato al parcheggio e alla riqualificazione dell’Immacolata, come pure per i 5 milioni di euro del mercato ortofrutticolo (in quest’ultimo caso le somme sono state fatte riscrivere in bilancio). Per non parlare dei fondi destinati alla scuola Militi, a rischio perenzione a causa di una gara lasciata in sospeso; stessa procedura per il Bike sharing che sarebbe già dovuto essere completato al momento del nostro insediamento. Dispiace peraltro che molte delle opere menzionate siano divenute oggi cattedrali nel deserto. All’epoca del mio mandato, piuttosto che addossare le responsabilità a chi mi ha preceduto, ho preferito affrontare e risolvere tutte le questioni coadiuvata dalla mia squadra di governo. Per questo motivo mi permetto di consigliare al Sindaco di agire con maggior accortezza, valutando attentamente le scelte dei predecessori e l’operato dei suoi assessori. L’augurio è che si possa superare al meglio questa fase di stallo, nell’interesse della città”.

 

 

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