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Milazzo - politica

Milazzo. " Sfiduciano perchè hanno ricevuto tanti No a richieste personali". Parole pesanti dei consiglieri azzurri fedeli al Sindaco.

Quando si difendono posizioni bisogna essere lucidi e tranquilli. Sembra però che, indipendentemente da come andrà a finire la mozione di sfiducia, qualcuno abbia già perso le staffe. Una disamina politica, quella offerta ieri dai consiglieri comunali Capone, Italiano e Formica, per loro stessa ammissione apertamente di Forza Italia, che non lascia spazio a dubbi. Loro sono con il Sindaco Formica senza se e senza ma. Nessuna logica partitica può muoverli dalla loro posizione che è di arrocco sulla attuale gestione della cosa pubblica. Per loro il Sindaco Formica ed i suoi Assessori stanno lavorando bene, anzi benissimo, e condividono appieno quanto si sta facendo in città. Dopo venti anni di attesa, finalmente i tre consiglieri comunali vedono il risveglio di Milazzo e quindi hanno deciso, di rimanere fedeli a quello che loro stessi definiscono un progetto civico senza simboli di partito. Questo il motivo che offrono a base del percorso comune che continueranno a fare fino alle prossime amministrative con l'attuale primo cittadino. Per il dopo, si vedrà. Nessuno di loro ha infatti intenzione di lasciare il centro destra e magari alle prossime amministrative schierarsi contro l'attuale maggioranza. Quel che invece non può piacere del comunicato emesso è l'aperta accusa, e qui si vede che la mozione ha comunque colpito nel segno, che si fa a chi ha lasciato la maggioranza. Niente giri di parole, Formica, Italiano e Capone dichiarano " Non si può tradire il proprio elettorato solo per avere ricevuto diversi "NO" a richieste personali." La frase è pesantissima perchè si va oltre la politica e si parla di No, supponiamo del Sindaco, a richieste personali di chi ha abbandonato la maggioranza. Di che richieste si tratta? e chi sono i consiglieri che hanno avanzato richieste?. E' opportuno che venga chiarito quanto scritto e che vengano fatti i nomi che i consiglieri comunali Italiano, Capone e Formica individuano come destinatari dei "NO" dell'amministrazione comunale. Un aspetto che non piace quello appena evidenziato e che va subito stigmatizzato e corretto rientrando negli alvei della politica. Per la transitiva, come direbbe qualcuno, si dovrebbe ipotizzare che i tre consiglieri che rimangono abbiano invece ottenuto qualcosa. Sicuramente non è così come chi ha lasciato avrà certamente ottenuto dei No ma a percorsi di politica che magari non erano più condivisi. A rimanere fuori dall'agone politico sono anche altri consiglieri che si defilano. La consigliera Quattrocchi, anch'essa ritenuta vicina a Forza Italia ( ha fatto votare Calderone alle Regionali), sembra ormai in assoluta sintonia con l'Assessore-consigliere Di Bella. Ufficialmente l'Assessore dovrebbe abbracciare il progetto dell'Ex Rettore Navarra ma le sue amicizie politiche in Forza Italia continuano ad essere tante. Poi ci sono i consiglieri comunali dei PDR che rimangono sull'uscio. Formica, il Sindaco, non ha più troppe simpatie per il gruppo di Picciolo, o di quel che rimane. A serio rischio sembra esserci il posto in Giunta dell'Assessore Trimboli e già nei gironi scorsi ci sarebbero stati tentativi per defenestrarla. Su queste basi reggerà la collaborazione "civica" tra Formica e Picciolo che ha deciso di ritornare sui territori?. L'Assessore-consigliere Maisano è dato ormai fuori dal gruppo Picciolo e sempre più aggregato al Sindaco ma pronto, secondo alcune voci, a proseguire in una prossima legislatura la sua carriera Assessoriale anche in maglia azzurra. Mario Sindoni, recordman dei trasferimenti, è indeciso tra seguire i consigli di Di Bella e tentare altre strade in solitaria. Su tutto aleggia una possibilità che fino ad ora è rimasta fuori dalla discussione. Andasse male la mozione di sfiducia, prima della primavera del 2019 in 16 consiglieri potrebbero decidere di chiudere i giochi per tutti e lasciare, per pochi mesi, il Sindaco a governare da solo con un commissario preparando la partita delle amministrative del 2020. 

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